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lunedì 21-05-2012

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Contro la crisi attirare i turisti cinesi



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Il presidente dell’Istituto Italo Cinese Achille Colombo Clerici intervistato da QN (Il Giorno, la Nazione, Il Resto del Carlino) in occasione della BIT-Borsa Internazionale del Turismo.

L'Istituto Italo Cinese si sta impegnando perche', a cominciare dal turismo da e verso la Cina, ci sia un vero cambio di ottica e di prospettive di questo settore economico, ormai vitale per l'Italia ed ha allo studio una serie di misure generali necessarie alla promozione del suo sviluppo da proporre nelle opportune sedi istituzionali, imprenditoriali e politiche nazionali.”
E’ quanto affermato dal presidente dell’Istituto Achille Colombo Clerici intervistato da QN (Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino) in occasione della sua visita alla BIT-Borsa Internazionale del Turismo di Milano.
Colombo Clerici ha sottolineato il ruolo chiave che la Cina può svolgere per la ripresa del settore in Italia, scesa dal primo al quinto posto (insidiato pure questo) quale meta mondiale del turismo.
I turisti cinesi nel Belpaese sono meno di un milione, la seconda etnia dopo i russi; ma nel 2010 – ultimi dati a disposizione - c’è stato un calo del 12% rispetto al 2009: sui complessivi 54 milioni di turisti cinesi e sulla parte di essi che i tour operators convogliano in Europa negli scali di Francoforte, Londra, Parigi, rappresentano una quota minima.
Inoltre la permanenza media pro capite e' ridottissima, pari a 1,8 bed nights: “Portano i turisti cinesi a fare una capatina in Italia. Quasi che i tour operator assegnino all’Italia un ruolo complementare, non di primo piano quale il Paese meriterebbe per le sue primarie, enormi risorse storico-culturali, artistico-monumentali, paesaggistiche, enogastronomiche”.
In considerazione del fatto che sono 200 milioni i potenziali turisti cinesi – età media 35-45 anni, laureati, residenti nelle grandi città – c’è molto da fare per attirarli. Innanzitutto aumentare il numero di voli diretti con la Cina, quindi snellire le pratiche per la concessione dei visti che assorbono piu' del doppio del tempo rispetto ad altre destinazioni e attrezzare una rete di servizi che parta dagli alberghi e comprenda trasporti, shopping e tours culturali.
“In particolare Milano – conclude Colombo Clerici – capitale mondiale della moda, attira molto i cinesi che qui possono acquistare capi d’abbigliamento che da loro costano molto di più e che rappresentano status symbol molto ambiti dal ceto medio-alto di quel Paese”.

Di Redazione

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